VALNERINA

Valle di Nera > Sant’Anatolia di Narco > Scheggino > Ferentillo > Abbazia di San Pietro in Valle > Arrone > Cascate delle Marmore > Borgo Cerreto > Sellano > Rasiglia > Pale

Val Nerina, una terra di confine in cui la natura s’intreccia con la mano dell’uomo.
Un luogo dove vivere un’esperienza autentica, tra memoria, tradizione, arte e contemporaneità.

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Destinazione: Valnerina, Umbria
Partenza: dal 14-08 al 16-08 
Durata: 3 giorni 

475,00 

Descrizione

Programma

Venerdì 14 agosto 2026
Parma/Reggio Emilia - Valle di Nera - Sant’Anatolia di Narco - Scheggino

Nella prima mattinata, ritrovo dei Sig.ri partecipanti nei luoghi convenuti, sistemazione in pullman Gran Turismo Lusso e partenza per Vallo di Nera, uno dei borghi più belli d’Italia e
gioiello della Valnerina: il paese conserva intatto l’aspetto medievale con la cinta muraria e i vicoletti sormontati da archi.
Trasferimento a Sant’Anatolia di Narco: il centro mantiene le caratteristiche di antico borgo fortificato, con mura di cinta, torrioni e tre porte di accesso (una ancora ben conservata e posta
a controllo della strada che risaliva dal Nera). Dentro le mura, sulla piazza centrale, l'ex palazzo Comunale (sec. XVI) con portico e botteghe medievali, sede del Museo della Canapa.
Concluderà la giornata la visita di Scheggino: ulteriore perla della Valnerina, è una bomboniera incastonata nella roccia, un “paese delle favole” immerso nella tranquillità della natura
circostante. Il nome Scheggino, un tempo Schezzino o Schiaginum, deriva da “scheggia”, come richiamo alle ripide formazioni su cui è sorto.
Pranzo libero lungo il percorso.
Al termine, trasferimento in hotel, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento.

Sabato 15 agosto 2026
Ferentillo - Abbazia di San Pietro in Valle - Arrone - Cascate delle Marmore

Prima colazione in hotel e pranzo libero.
Partenza per la visita guidata di Ferentillo: il borgo è diviso dal fiume Nera nei rioni di Precetto e Matterella ed è famoso principalmente per il suo Museo delle Mummie, situato nella cripta della Chiesa di Santo Stefano, innalzata nel sec. XVI sopra un’altra chiesa più antica, attualmente ridotta a cripta cimiteriale. Proprio in tale cripta romanica sono conservati alcuni corpi mummificati venuti alla luce nel 1805, a seguito di un editto napoleonico che vietò le sepolture all’interno delle mura cittadine, ordinando la riesumazione delle salme ivi custodite.
Le origini del paese di Ferentillo si perdono nei secoli. Alcuni graffiti rupestri rinvenuti nelle grotte naturali di Precetto, testimoniano la presenza di insediamenti umani già nel II millennio a. C.
In epoca romana, furono edificati numerosi templi e il fiume Nera fu reso navigabile per il trasporto del legname al cantiere navale di Stifone nei pressi di Narni. Grazie alla sua posizione,
Ferentillo divenne una tappa fondamentale delle rotte della transumanza e del commercio tra l’area tirrenica e quella adriatica. Tra i sec. VI e IX, sotto il dominio longobardo, il Duca di Spoleto Faroaldo II decise di erigere il suo monastero più importante, l’Abbazia di San Pietro in Valle, ampliando la chiesa fondata dagli eremiti Giovanni e Lazzaro. In sua difesa fu realizzato un ampio sistema di avvistamento mediante la costruzione di oltre quaranta edifici, tra rocche e castelli, al punto che quest’area venne definita la Valle dei Castelli.
A Matterella, si trova la Chiesa di Santa Maria, dominata dall’alto campanile a guglia in stile romanico con monofore binate. Costruita nel sec. XIII secolo, fu poi ampliata in tre navate e
conserva alcuni affreschi di scuola umbra e bizantina.
Proseguimento per Arrone, arroccato su uno sperone roccioso e circondato da boschi e acque. E’ un borgo medievale che sembra aver conservato intatto il suo fascino antico. Inserito tra i
“Borghi più belli d’Italia”, è stato recentemente riconosciuto anche come una delle “Città fiorite”, grazie alla cura degli abitanti nel decorare balconi, finestre e vicoli con fiori e piante.
E’ camminando tra i vicoli e le piazzette di Arrone che si avrà l’impressione di compiere un viaggio nel tempo, tra finestre fiorite, bellissimi scorci paesaggistici ed edifici medievali, tra cui la
bella Torre Civica (detta “degli Olivi” perché nel tempo vi ha germogliato un olivo selvatico che è diventato il simbolo del borgo, o il campanile comunale. Tra l’altro, l’UNESCO ha premiato l’arte dei maestri campanari di Arrone quale Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità.
Proseguimento per la visita alla Cascata delle Marmore, con un’esperienza immersiva tra i sentieri più affascinanti del Parco per ammirare da vicino il secondo e il terzo salto e lasciarsi
avvolgere dalla forza e dalla bellezza della natura circostante. Sono i 165 m di dislivello complessivo, distribuiti in tre salti, a renderla tra le più alte d’Europa: a sorprendere non sono
solo l’imponenza dell’acqua, ma il fatto che queste cascate non sono nate spontaneamente, poichè furono i Romani, nel 271 a. C. a deviare il corso del fiume Velino per bonificare la valle
sottostante. Il risultato è una cascata che ancora oggi sorprende per bellezza e ingegno.
Rientro in hotel, cena e pernottamento.

Domenica 16 agosto 2026
Borgo di Cerreto - Sellano – Rasiglia - Pale

Prima colazione in hotel.
Partenza per Borgo di Cerreto. La piccola frazione è nascosta dalle colline della Valnerina, ma offre ancora al visitatore il suo fascino di borgo medioevale. Storico avamposto per la sicurezza
di Cerreto, contesa molte volte per la sua posizione strategica ed economica, nel suo centro si possono ammirare le chiese di San Patrignano (con il campanile che domina la zona) e di San
Lorenzo (che conserva una frammentaria decorazione pittorica dei sec. XIV e XV), tra i primi e più importanti centri francescani della Valnerina. In una chiesa sconsacrata, sempre all’interno del borgo, c'è il Museo delle Mummie. Proseguimento per Sellano, dalle origini leggendarie: forse fondata dalla tribù latina dei Syllinates (ricordata da Plinio) o addirittura dai seguaci di Silla che la intitolarono al loro capo nell’84 a. C. Nel Medioevo ebbe particolare peso strategico, determinato dalla posizione del
Castello (sec. XII), dominante sulla Valle del Vigi. Nel nucleo storico spiccano edifici quali il Palazzo Comunale (sec. XVI, con preziose tracce di affreschi), San Francesco (terminata nel
1538, a pianta ottagonale con pronao sormontato da timpano e abside rettangolare), le cui cappelle presentano altari in legno o in pietra e Santa Maria (sec. XIII), con un pulpito in noce
che guarda alle tele rinascimentali ed al trittico su fondo oro del sec. XV.
Tempo a disposizione per il pranzo lungo il percorso.
Trasferimento a Rasiglia e visita guidata del borgo, famoso come il “Borgo dei Ruscelli” o "Piccola Venezia dell'Umbria" per la sua caratteristica unica: canali e cascatelle alimentati dalla
sorgente Capovena ne attraversano il centro medievale, a creare un'atmosfera fiabesca.
La comunità è legata alla lavorazione artigiana della lana: ancora oggi è possibile toccare con mano gli antichi strumenti dell’intera filiera tessile: cardatrici, arcolai, telai lignei e telai Jacquard, fino alla centrale idroelettrica dei primi del Novecento che alimentava i lanifici. Ancora intatti anche due mulini del sec. XV, l’antichissima gualchiera da panno ed il complesso delle opere di ingegneria idraulica (chiuse e canali) che attraversa l’intero borgo.
Proseguimento per l’antico borgo di Pale (il “Borgo Rinato”, tornato finalmente ai suoi antichi splendori dopo il risanamento post-terremoto), una vera gemma nella Val Menotre,
abbondante di acque, quindi di strutture molitorie per il tessile e le cartiere: i primi impianti sono documentati nel 1273, mentre le cartiere datano al periodo 1332-1340 (concesse in locazione dai monaci dell’abbazia di Santa Croce di Sassovivo), fino allo sviluppo industriale del Novecento sotto la famiglia Sordini. L’acqua ha favorito già dal Seicento le attività di lavorazione del rame, mentre è del 1895 la costruzione dell’impianto idroelettrico per la città ed il territorio folignati.
L’abitato, racchiuso in parte all’interno del Castello, è caratterizzato dalla ricca parrocchiale di San Biagio, patrono dei cardatori di lana, un culto devozionale legata all’attività delle gualchiere.
All’orario concordato, inizio viaggio di rientro.

 

NOTA BENE
Il programma del viaggio potrebbe subire variazioni rispetto a quanto pubblicato, per motivi di ordine tecnico non prevedibili al momento della stampa, senza comunque sostanziali mutamenti al programma stesso.

Cosa è incluso

La quota individuale di partecipazione è di € 475,00 comprende:

  • viaggio in confortevole pullman Gran Turismo, dotato dei più moderni comfort e sistemi di sicurezza
  • sistemazione in hotel 3*** in posizione strategica, con trattamento di mezza
  • pensione (cene, pernottamenti e prime colazioni)
  • servizio guida, come da programma
  • ingressi: Museo della Canapa (Sant’Anatolia di Narco), Museo delle Mummie e Abbazia di San Pietro in Valle (Ferentillo), Cascate delle Marmore
  • assicurazione medica / bagaglio / annullamento

Cosa non è incluso

La quota NON comprende:

  • i pranzi
  • le bevande a cena
  • tassa di soggiorno (da pagare in loco)
  • tutto quanto non espressamente menzionato alla voce “La quota comprende”

Supplemento camera singola € 80,00

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