Quando l’autunno accende il Canavese di sfumature dorate, rame e rosso intenso, i suoi borghi storici si trasformano in scenari da cartolina: tra vicoli di pietra, castelli e ponti antichi che si specchiano nei corsi d’acqua, il foliage regala un’atmosfera unica, di luce calda e ritmi lenti.
Un viaggio tra i borghi del Canavese è un’immersione nei colori più suggestivi dell’anno, alla scoperta di un territorio autentico dove natura, storia e tradizioni si incontrano ad ogni passo.
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585,00 €
Venerdì 30 ottobre 2026
Reggio Emilia/Parma - Castello di Agliè - Villa Il Meleto - Torre Canavese
Nella prima mattinata ritrovo dei Sig.ri partecipanti nei luoghi convenuti, sistemazione in pullman Gran Turismo e partenza alla volta del Castello di Agliè (To) per la visita guidata. Romantico trionfo di eleganza e maestosa residenza sabauda del sec. XII dichiarata patrimonio UNESCO, vanta un antico e nobile passato, testimoniato dalla varietà di stili e allestimenti che ancora caratterizzano gli interni: le oltre 300 stanze offrono un patrimonio di arredi e collezioni prezioso ed eterogeneo, che spazia dai quadri ai reperti archeologici, fino alle sorprendenti raccolte ornitologiche e orientali. Il Salone da Ballo e la successione di ambienti d’epoca perfettamente conservati rendono il castello un luogo tutto da scoprire.
Circondato dal parco con alberi secolari e grandi serre, il castello fu in origine una fortezza e poi trasformato in residenza signorile (dal 1646) per volere del conte Filippo San Martino d'Agliè, su progetto di Amedeo di Castellamonte; nel sec. XIX divenne una residenza estiva dei Savoia.
A seguire, visita guidata di Villa Il Meleto, ottocentesca residenza estiva del poeta Guido Gozzano ai piedi del Colle di Macugnano. L’aspetto attuale è il risultato di un abbellimento che il poeta vi apportò nel 1904, affascinato dallo stile francese. Sono visitabili anche il piccolo giardino ed il viale d'ingresso fiancheggiato dal frutteto da cui prese il nome la proprietà.
Il Meleto fu luogo di ispirazione per Gozzano: molti componimenti sono dedicati al paese di Agliè, "il dolce paese che non dico". L'atmosfera della villa riecheggia anche in “L’amica di Nonna Speranza”, dove se ne descrive il celebre salotto Liberty.
Proseguimento per Torre Canavese (To). Il “Paese d’Arte” è un museo a cielo aperto con oltre 500 opere tra murales, ceramiche e sculture: notevoli l’omaggio a Federico Fellini nel percorso artistico lungo la "Viassa" e la Pinacoteca intitolata a Raisa Gorbačëva che ospita installazioni di artisti internazionali a trasformare le facciate delle case in opere d'arte permanenti.
Al termine, trasferimento in hotel, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento.
Sabato 31 ottobre 2026
Montalto Dora - Borgofranco - Ivrea
Prima colazione in hotel.
Non lontano da Ivrea, nei pressi del piccolo bosco di Montalto Dora (To), si trova un luogo davvero curioso dove il terreno e le piante sembrano danzare tanto da essere soprannominate “Terre Ballerine”: il terreno lungo il Lago Coniglio, a seguito di un progressivo prosciugamento, si è trasformato da stagno in torbiera inglobando depositi di materiali organici; la torba è stata utilizzata dal 1895 come combustibile per le industrie siderurgiche di François Mongenet; oggi invece lo strato di terreno impregnato dall’acqua sottostante si muove in una danza sinuosa.
Segue trasferimento a Borgofranco d’Ivrea (To), per scoprire un’altra curiosità: i "Balmetti".
Parte integrante delle tradizioni locali, le caratteristiche cantine naturali ricavate nella roccia morenica nel massiccio del Mombarone sono adibite principalmente alla conservazione del vino e del formaggio. L’utilizzo in tal senso è legato alla viticoltura, documentata in zona fin dagli inizi del sec. XII: le cavità sono attraversate da correnti d’aria interne (denominate "Ore") che consentono di mantenervi umidità e temperature costanti (circa 7° C in tutte le stagioni).
Il “Balmetto” si presenta esternamente come casetta a più livelli costruita proprio all'imbocco della grotta, talvolta dotata di cortile o terrazza per le degustazioni ingentilita da un pergolato coperto da vite e altri rampicanti; il piano terra è costituito dal "Balmetto" vero e proprio, mentre il piano superiore può avere una o due stanze (con il caratteristico "putagè" o il caminetto) utilizzate normalmente per intrattenimenti conviviali.
Pranzo libero.
Proseguimento per Ivrea (To), capoluogo del Canavese, Città Industriale del XX Secolo di Adriano Olivetti (Patrimonio dell’Umanità UNESCO), il cui centro si presenta in due nuclei distinti.
La visita guidata propone inizialmente l’itinerario nella Città antica, da percorrere a piedi, alla scoperta delle vestigia romane, medievali e barocche: il Castello (1358) che conserva un aspetto di fortezza difensiva e domina dall’alto della sua posizione; la Cattedrale di Santa Maria Assunta (sec. X) eretta dal vescovo Arborio come affermazione di supremazia sull’antagonista marchese Arduino, con campanili, deambulatorio e cripta romanici, volte e cupola barocche, facciata neoclassica; il Chiostro del Capitolo dei Canonici, con colonnine in stile romanico; il Palazzo Vescovile e il Palazzo della Credenza; la romanica Torre di Santo Stefano ed il Ponte Vecchio, per secoli unico passaggio sul fiume Dora Baltea, di origine romana e un tempo interamente in pietra; il Borghetto, un piccolo agglomerato urbano al di là del Ponte Vecchio e la pregevole e poco conosciuta chiesa settecentesca di San Gaudenzio.
Rientro in hotel per la cena ed il pernottamento.
Domenica 1 novembre 2026
Ivrea - Castello di Pavone - Parma/Reggio Emilia
Prima colazione in hotel.
Proseguimento della visita di Ivrea, con un itinerario moderno che propone il Museo a cielo aperto di Architettura Moderna (Patrimonio Unesco dal 2018): il percorso di circa 2 km, che si snoda sull’asse di via Jervis e nelle aree contigue, accompagna tra gli edifici più rappresentativi della cultura olivettiana, con fabbricati dedicati alla produzione, alla ricerca e ai servizi sociali e abitazioni civili che costituiscono il nucleo più riconoscibile di questo patrimonio architettonico, per il quale Ivrea è stata insignita del titolo di Città Industriale del XX Secolo.
Trasferimento al Castello di Pavone.
Edificato fra i sec. IX e X, all'epoca delle invasioni ungare e saracene, si sviluppa quando attorno alla chiesa di San Pietro una cinta muraria racchiude entro di sè un piccolo borgo fortificato; nell'anno 1000, l'imperatore Ottone III di Sassonia concede al vescovo d'Ivrea la giurisdizione sul territorio circostante la città, facendo del castello patrimonio del vescovado. Dopo il passaggio ai Savoia e il soggiorno del Duca Vittorio Amedeo II (1688), il castello cade in rovina durante il sec. XVIII; solo nel 1885, l'architetto portoghese Alfredo d'Andrade lo acquista, dedicando trent'anni a una meticolosa ricostruzione in stile medievale. Acquistato dalla Famiglia Giodice nel 1991, è stato restaurato e adibito a hotel di lusso, centro congressi e ristorante oltre ad essere stato dichiarato Monumento Nazionale.
Il castello sembra avere un rapporto privilegiato con la buona sorte: nonostante le numerose battaglie, il castello ha mantenuto la sua integrità nel corso dei secoli; Il nome stesso si associa al pavone, che simboleggia immortalità e incorruttibilità, rafforzando l'aura positiva del luogo. Si ritiene infatti che trasmetta fortuna, amore e prosperità a tutti coloro che vi transitano.
Pranzo nel ristorante del Castello di Pavone.
All’orario concordato, sistemazione in pullman e inizio del viaggio di rientro.

La quota individuale di partecipazione è di € 585,00 (base minima 25 partecipanti)
La quota individuale di partecipazione è di € 545,00 (base minima 30 partecipanti)
La quota comprende:

La quota NON comprende:
Supplemento camera singola € 90,00
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